Seth Godin e il web marketing dalla parte dei consumatori

Ideatore di numerose iniziative di successo nell’ambito del web e creatore delle teorie del permission marketing, Seth Godin è un professionista del marketing che, primo tra tutti, ha posto gli interessi dei consumatori al primo posto, rivoluzionando così un intero settore e restituendo a clienti e potenziali consumatori la possibilità di essere maggiormente consapevoli delle proprie scelte.

La vita e il lavoro di Seth

Nato nel 1960 a Mount Vernon, nello stato di New York, Stati Uniti, Seth Godin si è laureato nel 1979 alla Tufts University con una specializzazione in scienze informatiche; alla laura è seguito un dottorato alla Stanford Graduate School of Business. Dal 1983 al 1986 ha lavorato come brand manager presso la Spinnaker Software, vivendo come pendolare tra Boston e la California per riuscire a lavorare e allo stesso tempo a portare a termine il suo dottorato.

Dopo aver abbandonato la Spinnaker Software nel 1986 Godin ha utilizzato i suoi risparmi, che ammontavano a circa 20,000 dollari, per fondare la Godin Productions, un’azienda di packaging di libri che aveva sede in uno piccolo appartamento di un locale nella città di New York. In quegli stessi uffici, Godin ha fatto la conoscenza di Mark Hurst, con il quale ha fondato la Yoyodine.

Dopo un paio di anni nel business del packaging di libri Seth ha venduto l’attività ai suoi stessi impiegati e ha concentrato tutti i suoi sforzi e la sua attenzione alla Yoyodine, una delle prime agenzie di marketing online. Proprio durante gli anni di lavoro alla Yoyodine, quando prestava servizio anche come pubblicista per la rivista Fast Company, Godin avrebbe elaborato il concetto di permission marketing. Attualmente vive con la moglie Helene e i loro due figli a Hastings-on-Huston, nello stato di New York dove continua a scrivere i suoi libri di web marketing per i quali è divenuto famoso.

Una nuova filosofia improntata sul rispetto del consumatore

Godin è convinto che la fine del predominio e dello strapotere del sistema televisivo sta facendo in modo che chi lavora nel marketing non abbia più il potere, come invece succedeva prima, di imporsi all’attenzione di chiunque desideri, in qualsiasi momento desideri. In più, in un mercato in cui i consumatori acquistano di giorno in giorno un potere e un’autonomia sempre maggiore, Seth è convinto che gli operatori del marketing dovrebbero dimostrare loro un rispetto maggiore, che vuol dire assenza assoluta di spam, nessun inganno e la tendenza a mantenere le promesse fatte.

Afferma anche che l’unico modo per diffondere un’idea è che l’idea stessa si diffonda in modo spontaneo per la sua originalità e per la sua forza, creando un effetto definito di buzz. Godin chiama sneezers (in inglese, coloro che starnutiscono) quelli che riescono a diffondere queste idee, e ideavirus l’idea stessa che si diffonde autonomamente. Sempre facendo riferimento al suo originale dizionario di neologismi del marketing, “purple cow” o mucca viola è il termine che Godin utilizza per identificare un prodotto e o un servizio notevoli e degni di particolare attenzione.

Seth si riferisce anche alle pubblicità via radio o agli spot televisivi come interruption marketing, ossia marketing dell’interruzione, in quanto si propongono prepotentemente al consumatore quando la sua attenzione era rivolta altrove, interrompendolo. Non c’è quindi da stupirsi che sia stato proprio lui, dopo aver analizzato le tendenze del mercato e del marketing, a introdurre il concetto del permission marketing, un nuovo settore del marketing dove la comunicazione ai potenziali cliente offre qualcosa di personale e soprattutto rilevante.

Da nuove idee di business, nuove idee di marketing

L’ideazione di una strategia di marketing assolutamente nuova, quella del permission marketing, viene a Godin nei suoi anni di lavoro alla Yoyodine, la sua azienda fondata nel 1995, che utilizzava concorsi, giochi online e cacce al tesoro per fare in modo che le aziende coinvolgessero i propri clienti in un modo del tutto nuovo ed entusiasmante.

L’idea si rivelò talmente vincente che solo un anno dopo una grande azienda decise di partecipare alla Yoyodine con un investimento di circa 4 milioni di dollari, diventando titolare del 20% del valore azionario. L’entità dell’investimento diede un nuovo sprint al sito, che ricevette oltre un milione di visite e i cui servizi venivano fruiti anche da aziende del calibro di American Express, America Online, Microsoft, Sony Music, Procter & Gamble e tante altre ancora.

Nel 1998, dopo soli tre anni di fruttuosa attività, Godin vendette la Yoyodine al grande gruppo Yahoo per la considerevole cifra di trenta milioni di dollari, rivestendo anche il ruolo di presidente della divisione marketing dell’azienda fino al 2000. Nel 2006 lancia Squidoo, una comunità caratterizzata dall’user generated content, ossia da contenuti creati dagli stessi utenti, che permette loro di creare delle pagine, chiamate “lenti”, relative ad argomenti di loro interesse. Se gli utenti riescono ad ottenere un ritorno economico tramite i collegamenti del sito a eBay e ad Amazon, il 5% dell’importo viene devoluto in beneficenza e il 50% viene riconosciuto all’utente. Dopo neanche un paio di anni di attività, quest’altra brillante idea di Seth è diventata uno dei 500 siti più visitati al mondo. Nel sito Squidoo anche Seth ha la sua pagina personale.

Squidoo

Il successo di questi siti è la dimostrazione di come il mercato si stia evolvendo in modo da mettere sempre il consumatore, i suoi interessi, le sue idee e il suo tempo al primo posto, confermando la teoria del permission marketing come strategia di marketing vincente in un’epoca in cui il web non è più governato dal potere aziendale ma è sempre più (e meglio) gestito, partecipato e costruito dai suoi stessi utenti.

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