email marketing

Come fare email marketing

Chi decide di realizzare una campagna di email marketing deve avere almeno qualche nozione di base sull’approccio da utilizzare, in modo che l’email venga letta e risulti efficace; qui di seguito vi forniamo qualche dritta sulle regole da seguire e sugli errori da evitare, per scongiurare il rischio che la vostra campagna di email marketing diventi semplice spam e si trasformi per voi in una sconfitta.

Redemption

Chiunque abbia un progetto di web marketing atto a far conoscere e vendere un servizio/prodotto prima o poi approda anche all’email marketing, e non soltanto le grandi aziende.

Ma spesso questo invio massiccio di email tende a scadere in puro spam, ovvero a diventare posta indesiderata che viene eliminata ancor prima di essere aperta, insieme a tutti gli altri messaggi pubblicitari.

Non c’è da stupirsi, quindi, se la maggior parte di coloro che realizzano queste campagne non sono soddisfatti dei risultati; oggi infatti la redemption delle campagne di email marketing si valuta sulle migliaia, nei casi migliori, mentre in passato arrivava anche a vari punti percentuali… ma perché le cose sono cambiate?

Competizione

Innanzitutto sono aumentati a dismisura gli utilizzatori di questo tipo di campagna, e di conseguenza anche i software e i mezzi tecnici per realizzarle;

proporzionalmente gli utenti sono diventati sempre più insofferenti, arrivando a proteggere i propri account di posta elettronica con software antispam e altri strumenti simili, quando non addirittura arrivando a sporgere denuncia.

A questo punto verrebbe da domandarsi: conviene davvero ricorrere ad una campagna del genere, con tutti questi problemi? La risposta che ci sentiamo di dare è sì, conviene, ma solamente se si sta attenti ad evitare strafalcioni e a non infangare l’immagine della propria attività con una campagna mal fatta.

Richiesta di consenso

Riportiamo qui di seguito alcuni tra gli errori più comuni, da evitare assolutamente. Le campagne di email marketing comprendenti richieste di consenso, tanto per cominciare;

è uno stratagemma al quale ricorre chi ha davvero poca fantasia, consistente nell’invio di una mail nella quale si richiede il consenso per l’invio di materiale pubblicitario, ma contenente già nel suo testo l’offerta in questione.

Inutile dire che si tratta di un trucchetto di bassa lega, inefficiente e che si presenta anche come un vero e proprio insulto per il destinatario; inoltre è a tutti gli effetti spamming, dato che la stessa email viene ricevuta dagli utenti periodicamente (a distanza di settimane o mesi) anche in seguito a richieste di cancellazione o addirittura senza che l’utente abbia mai risposto.

Se siete un’azienda che ci tiene alla propria reputazione, quindi, evitate accuratamente di realizzare una campagna di email marketing con richiesta di consenso. Altro errore comune da evitare è la realizzazione di una campagna di email marketing che abbia come oggetto “newsletter”: vi sconsigliamo vivamente di inviare la vostra campagna ad una newsletter consistente in contatti di non iscritti ufficialmente, infatti, soprattutto se avete intenzione di inviare messaggi pubblicitari spacciandoli per una newsletter!

Contenuti interessanti

Lo scopo di quest’ultima è infatti da sempre l’invio di informazioni interessanti per i destinatari (content marketing), non certo di messaggi promozionali o di offerte di tipo commerciale;

oggi invece ci arrivano newsletter da chiunque, dal venditore di tagliaerba al libero professionista, fino ad arrivare ad idraulici, falegnami e via dicendo; tutti questi messaggi sono considerati spamming da chi li riceve, se non addirittura ridicoli.

Allegati leggeri

Terzo esempio, le campagne di email marketing con allegati; si tratta di una pratica che fortunatamente sta diventando sempre meno usata, consistente nell’invio non autorizzato di allegati anche tramite un primissimo contatto email con un destinatario, appunto, mai contattato prima.

Questi allegati a volte sono anche pesantissimi in termini di mega, facendo così il doppio errore di risultare indesiderati e di non considerare nemmeno che in molte zone d’Italia ancora non è arrivato l’ADSL; per non parlare del fatto che gli utenti già aprono di rado le email con contenuti pubblicitari, figuriamoci scaricare degli allegati.

Quando si realizza una campagna tramite email da inviare ad un’utenza sconosciuta, quindi, si consiglia di esplicitare la propria offerta già nel testo della mail o, almeno, di richiedere il permesso per farlo in seguito. Quarto esempio, le campagne di email marketing che utilizzano immagini e grafica; anche se belle, infatti, queste email recapitate a utenti sconosciuti rischiano di essere subito cestinate come messaggi di spam.

Primo contatto

Per un primo contatto è consigliabile piuttosto un’email di solo testo, semplice, come quelle che scriviamo ogni giorno; in questo modo il messaggio avrà molte più probabilità di suscitare interesse e quindi di essere letto, soprattutto se la specifica dell’oggetto è stata ben studiata.

Abbiamo poi le campagne di email marketing che hanno studiato l’offerta in maniera superficiale ed approssimativa, ovvero quelle più diffuse; non basta un elenco lunghissimo di indirizzi email a cui inviare la propria proposta per far sì che questa risulti efficace, ci vuole ben altro!

Bisogna studiare attentamente il messaggio, la sua struttura, le sue strategie… tutte cose che, se ben pensate, dovrebbero permetterci di stabilire un feedback; spesso infatti non si sa cosa fare per motivare l’utenza, incuriosirla già solo con l’oggetto oltre che con il testo vero e proprio, accaparrarsi la sua fiducia… ma allora qual è il modo giusto per realizzare una campagna di email marketing?

Utenza profilata

Innanzitutto, proprio come già si faceva nel tradizionale marketing diretto, bisogna definire le caratteristiche della potenziale clientela; più esse saranno adatte al tipo di servizio/prodotto che offrite, più possibilità avrete di accaparrarvela.

Fate ricorso quindi a email profilate e personalizzatele il più possibile, se potete; se il vostro prodotto per esempio è un genere alimentare e voi disponete di indirizzi email di supermercati, hotel e ristoranti, provate a personalizzare i messaggi con suggerimenti diversi a seconda del settore a cui vi rivolgete, in modo da rendere più mirata la vostra campagna ed aumentare così le possibilità che abbia successo (eviterete, inoltre, che le vostre comunicazioni vengano scambiate per spam).

Certo, non è sempre facile definire un target; in alcuni casi esso può essere estremamente differenziato e quindi “indefinibile”, come ben saprà chi vende automobili, articoli di arredamento e così via.

Agire efficacemente

Anche chi si trova in queste situazioni particolari, però, può agire in modo da realizzare una campagna efficace: vediamo come.

Innanzitutto bisognerà personalizzare il messaggio contenuto nella mail, in base alle caratteristiche di chi lo riceve; non un unico testo indifferenziato, quindi, ma più testi legati ognuno alle esigenze di un particolare utente, a seconda che si tratti per esempio di un artigiano piuttosto che di un professionista, e via dicendo; la redemption della campagna, infatti, crescerà proporzionalmente all’abilità nello scrivere e alla fantasia del messaggio.

Un altro metodo è quello di sponsorizzare newsletter a target, o di partecipare a diversi newsgroup; alcuni tipi di web marketing consentono anche la registrazione spontanea di indirizzi email direttamente da parte dei potenziali destinatari. Dovrete quindi valutare la vostra situazione e scegliere la strategia che più fa al caso vostro; magari farete più fatica che con il semplice spamming, ma a lungo andare noterete un notevole risparmio, sia di risorse che economico.

Ovviamente realizzare una campagna di email marketing credibile e profittevole attraverso una newsletter non è semplice, per questo motivo è consigliabile rivolgersi a un’agenzia di web marketing che possa pianificarla e gestirla, evitando le criticità di questo mezzo di comunicazione pubblicitaria.

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